Mi sto a cuore | Fattori di Rischio
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Fattori di Rischio

I fattori di rischio aumentano la probabilità che una persona si ammali di cancro e sono identificati da studi epidemiologici, i quali non sono una prova che un dato comportamento o una data sostanza siano la causa del cancro. Però è chiaro che se molti studi sono concordi nell’indicare in una certa associazione un aumentato rischio e se c’è un possibile meccanismo che spieghi come quel fattore di rischio possa causare il cancro, allora è molto probabile che ci sia una relazione tra quel fattore di rischio e l’insorgenza della malattia.

 

Riportiamo di seguito una lista dei fattori di rischio cancerogeno, noti o sospetti, come vengono elencati dal NCI (National Cancer Institute), cioè l’ente che organizza le azioni contro il cancro e organizza campagne di informazione dei cittadini negli Stati Uniti.

 

Alcuni di questi fattori di rischio possono essere evitati, altri no. Per esempio l’età chiaramente non può essere modificata, ma gli stili di vita si possono modificare (moderata assunzione di alcol, niente fumo, dieta sana, abitudini non sedentarie, prevenzione delle infezioni, esporsi in maniera adeguata alle radiazioni solari, ecc.), le legislazioni possono fare molto per esempio nel campo della protezione da cancerogeni nei luoghi di lavoro e nell’ambiente (messa al bando di certe sostanze nocive, prescrizioni su come svolgere determinati lavori pericolosi, norme sulla radioprotezione, divieto di fumo negli ambienti pubblici, ecc.); sarà poi cura del singolo aderire alle norme di legge, per esempio sull’utilizzo dei dispositivi individuali di protezione in campo lavorativo.

 

(fonte:  National Cancer Institute, USA, 2017)

Età

L’età che avanza è il più importante fattore di rischio per i tumori nel loro complesso e per molti singoli tipi di tumori. L’età mediana delle diagnosi di tumore è 66 anni (vuol dire che la metà delle nuove diagnosi avviene prima dei 66 anni e l’altra metà dopo); un quarto delle nuove diagnosi avviene tra i 65 e 74 anni di età. Però i tumori possono insorgere a qualsiasi età: per esempio i tumori ossei sono più frequenti sotto i 20 anni di età oppure il 10% delle leucemie insorge sotto i 20 anni, mentre la incidenza complessiva di tutti i tumori in questa fascia di età è solo dell’1%.

Alcol

La assunzione di alcolici aumenta il rischio di tumori della cavità orale, orofaringe, laringe, fegato e mammella. Il rischio è tanto più elevato quanto più elevata è l’assunzione di bevande alcoliche (particolarmente importante è la quantità di alcol assunta regolarmente nel tempo). Il rischio è molto più alto per coloro che abusano sia di alcol che di tabacco. E’ stato calcolato che il 3,5% delle morti da cancro negli USA è da riferire all’alcol.

Associazione dimostrata tra uso di alcol e i seguenti tipi di tumore.

  • Tumori della testa e del collo, in particolare cavità orale, orofaringe e laringe. Chi consuma 50 grammi o più di alcol al giorno ha un rischio di ammalarsi di questi tumori 2-3 volte superiore rispetto ai non bevitori. Il rischio è di gran lunga aumentato se si associa l’abuso del fumo
  • Tumori dell’esofago con istologia carcinoma squamocellulare.
  • Tumori del fegato: l’alcol è un fattore di rischio indipendente e una causa primaria dell’insorgenza dell’epatocarcinoma (l’infezione cronica da virus dell’epatite B e C è l’altra causa principale)
  • Tumore della mammella: più di 100 studi epidemiologici hanno evidenziato che c’è un aumentato rischio di cancro della mammella associato ad una aumentata assunzione di alcol. L’assunzione di più di 45 grammi di alcol al giorno aumenta di 1,5 volte il rischio di ammalarsi di cancro della mammella rispetto a chi non beve alcolici
  • Tumori del colon-retto. L’assunzione di alcol è associata ad un modesto aumento di rischio di ammalare di questo tipo di tumori. L’assunzione di 50 grammi di alcol al giorno o più è associata ad un incremento del rischio di 1,5 volte rispetto ai non bevitori.

 

Quali sono i meccanismi attraverso i quali l’alcol aumenta il rischio di cancro?

  • etanolo metabolizzato in acetaldeide che è tossica e probabilmente cancerogena
  • generazione di sostanze ossidanti che possono danneggiare il DNA
  • riduzione della capacità di assorbire nutrienti, in particolare vitamine
  • aumento dei livelli sanguigni di estrogeni

 

E’ vero che il vino rosso può essere considerato a dosi moderate un protettivo nei riguardi della insorgenza di tumori?

E’ vero che alcuni studi di laboratorio hanno permesso di identificare nel vino rosso alcune sostanze, come il resveratrol, che hanno proprietà anticancro. Però per ora nessun studio clinico sull’uomo ha permesso di dimostrare che il resveratrol è efficace nel prevenire o nel curare il cancro.

Sostanze Cancerogene dell'ambiente

  1. . Il cancro è provocato da una modificazione genetica che altera le modalità di funzionamento delle cellule umane; alcune modificazioni genetiche avvengono naturalmente durante la replicazione del DNA , ma altre sono il risultato della esposizione ambientale che può modificare il DNA. Queste esposizioni comprendono sostanze chimiche, radiazioni, raggi ultravioletti solari, ecc.

La IARC, Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, che fa parte della WHO (organizzazione mondiale della sanità) ed ha sede a Lione, pubblica e tiene continuamente aggiornata la lista delle innumerevoli sostanze sicuramente cancerogene o sospette tali. Le pubblicazioni della IARC sulla incidenza e sulle sostanza cancerogene ambientali costituiscono un punto di riferimento sicuro e affidabile.

Riportiamo di seguito un elenco delle sostanze che hanno un’alta probabilità di avere un effetto cancerogeno. Questo non vuol dire che necessariamente provocano un cancro, perché sono molti i fattori che entrano in gioco, come la entità e la durata della esposizione e il background genetico di ogni individuo.

  • Aflatossine. Sono tossine prodotte da certi funghi che si trovano in prodotti agricoli come mais, arachidi, semi di cotone, noci. I funghi che producono aflatossine (Aspergillus flavus e parasiticus) si trovano prevalentemente nelle regioni più calde e umide. La esposizione può avvenire mangiando piante contaminate (come le arachidi contaminate) o consumando carne di animali contaminati per aver mangiato, per esempio, farine contaminate. Gli agricoltori possono essere esposti attraverso la inalazione di polvere generata dalla manipolazione di prodotti agricoli.

Le aflatossine sono associate ad un aumentato rischio di tumori del fegato

  • Acidi aristolochici. Sono un gruppo di acidi che si trova in natura in molti tipi di piante usate in erboristeria e in particolare nella medicina tradizionale cinese.  Il loro consumo è correlato ad una aumentato rischio di ammalarsi di tumori delle vie urinarie superiori (pelvi renale e uretere) e della vescica.
  • Arsenico. Sostanza che si trova in natura nell’aria, nell’acqua e nel suolo e può anche essere rilasciato nell’ambiente attraverso alcune lavorazioni di tipo agricolo o industriale, come l’estrazione o la fusione di metalli. L’arsenico può essere in forma inorganica (la più tossica) o organica. L’esposizione all’arsenico avviene attraverso il fumo di tabacco, oppure bevendo acqua contaminata o mangiando piante irrigate con acqua contaminata. In passato era frequente la esposizione attraverso la assunzione di alcuni farmaci per uso umano o attraverso il contatto con alcuni fitofarmaci.  La ingestione di arsenico attraverso l’acqua contaminata è correlata ad un rischio aumentato di contrarre un tumore della vescica. Inoltre la esposizione all’arsenico è correlata ad un aumentato rischio di cancro della pelle, del polmone, del tratto digestivo, del fegato, del rene e di tumori del sistema linfatico ed ematopoietico.
  • Asbesto. E’ un gruppo di minerali fibrosi resistenti al calore e alla corrosione e, per queste, ampiamente usati in passato per produrre materiali isolanti e ignifughi, freni per automobili e pannelli di rivestimento. Quando questi materiali contenenti amianto sono frantumati vengono rilasciate nell’aria le sottili fibre di asbesto che possono essere respirate e rimanere nei polmoni per lungo tempo dove determinano processi infiammatori e cicatriziali, con grave danno alla funzionalità respiratoria e possibile formazioni di tumori. La esposizione pericolosa è quella professionale; anche se fibre di asbesto in modesta quantità si trovano anche nell’aria nell’acqua e nel suolo. Oggi il pericolo maggiore è in chi lavora nel campo dell’edilizia e anche nella cantieristica (riparazioni). L’esposizione all’asbesto aumenta il rischio di ammalarsi di tumore del polmone e di mesotelioma, che è il tumore della membrana di rivestimento della cavità pleurica e della cavità addominale, ed è un tumore relativamente raro ma è il più frequente tumore associato con la esposizione all’asbesto.
  • Benzene. E’ un prodotto chimico, liquido a temperatura ambiente, usato come solvente nella industria chimica o farmaceutica, come materiale iniziale o intermedio nella sintesi di numerosi prodotti chimici; e si trova nel gasolio. E’ un prodotto naturale o prodotto per processi prodotti dall’uomo. La maggior fonte di benzene attualmente è quella naturale, dal greggio. Si trova anche nelle emissioni vulcaniche o durante gli incendi boschivi. La esposizione avviene respirando aria che contiene benzene e i più esposti sono i lavoratori delle industria che produce o usa il benzene. Un’altra delle principali fonti di esposizione al benzene è il fumo di sigaretta: tra i fumatori il 90% della esposizione al benzene viene dal fumo. Il benzene si trova anche nelle vernici, adesivi, prodotti per la pulizia, sverniciatori. La esposizione al benzene aumenta il rischio di leucemia o altre malattie del sangue.
  • Benzidina. E’ una sostanza chimica che non si trova in natura e nel passato è stata usata per produrre coloranti per stoffa, carta e cuoio, e anche nei laboratori clinici e nella industria della gomma e della plastica. Attualmente non è più utilizzata. Il rischio di esposizione è la inalazione e la ingestione accidentale di colori a base di benzidina, ma oggi il pericolo di esposizione è molto diminuito. La esposizione professionale alla benzidina produce un aumentato rischio di tumori della vescica.
  • Berillio . E’ un metallo che si trova in natura, specialmente in alcune rocce; è molto leggero e duro, è un buon conduttore di elettricità e calore e non è magnetico. Per queste qualità è usato per prodotti di alta tecnologia come componenti aerospaziali, transistori, reattori nucleari.  La lavorazione del berillio è la fase di maggior esposizione, che avviene attraverso le particelle di berillio sparse per l’aria che possono essere inalate nei polmoni e nel tratto respiratorio superiore. Si può verificare anche la esposizione mani-bocca e contatto cutaneo con particelle ultrafini. Anche se il berillio si trova in natura la maggior sorgente di emissione nell’ambiente è attraverso la combustione di combustibili fossili, prima di tutto il carbone, che rilascia particelle contenenti berillio. E’ stato osservato un aumentato rischio di tumori del polmone tra i lavoratori esposti al berillio e ai sui composti.
  • 1,3-butadiene. E’ un gas incolore a temperatura ambiente con odore simile al gasolio ed è utilizzato per la produzione di gomma sintetica come pneumatici, resine, plastica e altri prodotti chimici. La esposizione avviene tra i lavoratori che respirano l’aria inquinata nel posto di lavoro; altre fonti di esposizione sono: scarichi delle automobili, il fumo di tabacco, l’aria e l’acqua inquinate vicino a impianti chimici, di plastica o di gomma. La esposizione professionale al 1,3-butadiene è correlata ad una aumentata incidenza di leucemia
  • Cadmio. E’ un elemento naturale che si trova in piccole quantità in aria, acqua, terreno e cibo. Tutti i terreni e le rocce, così come il carbone e i concimi minerali contengono un po’ di cadmio. La maggior parte del cadmio utilizzato viene estratto durante la produzione di altri metalli come zinco, piombo e rame. Il cadmio non corrode facilmente ed è utilizzato per fare batterie, pigmenti, rivestimenti metallici e plastica. La esposizione al cadmio avviene nei luoghi di lavoro dove si fabbricano prodotti di cadmio. La esposizione professionale avviene attraverso la inalazione di polveri o fumi, oppure attraverso la ingestione incidentale di polvere da mani contaminate, sigarette o cibo. La popolazione generale è esposta al cadmio attraverso il fumo di tabacco o mangiando cibi contaminati. La esposizione al cadmio è responsabile di un aumentato rischio di ammalarsi di cancro del polmone.
  • Catrame di carbone e pece di catrame di carbone. Il catrame di carbone è un sottoprodotto della produzione del carbon coke e del gas di carbone, è usato soprattutto nella produzione di prodotti chimici raffinati e prodotti a base di catrame di carbone come creosoto e pece. Alcune preparazioni di questo catrame sono state usate per il trattamento di lesioni cutanee (eczema, psoriasi, ecc). La pece è un liquido nero denso che rimane dopo la distillazione del catrame, è usata come rivestimento nelle coperture e nelle pavimentazioni. Questi materiali contengono molti composti chimici, alcuni cancerogeni, come il benzene.  La esposizione avviene per inalazione o ingestione o assorbimento attraverso la cute e può avvenire nelle fonderie, nel corso della produzione del coke, gassificazione del carbone, produzione di alluminio, nelle lavorazioni con catrame. La esposizione lavorativa è associata ad un aumentato rischio di tumori cutanei; ma è associata anche ad altri tipi di tumori: polmone, vescica, rene e apparato digerente.
  • Emissioni da forni a coke. Sono grandi forni usati per scaldare il carbone per produrre coke che è usato per la manifattura di ferro e acciaio. Le emissioni sono una mescolanza di polvere, vapori e gas che contengono cancerogeni come cadmio e arsenico; queste emissioni sono usate come materiali grezzi per produrre oggetti come plastica, solventi, coloranti, vernici. I lavoratori esposti sono quelli dei forni, ma anche quelli che producono alluminio, acciaio, grafite, industrie elettriche, costruzioni edili. La esposizione avviene attraverso la inalazione e l’assorbimento cutaneo. La esposizione è associata ad un aumentato rischio di tumori del polmone.
  • Silice cristallina. Materiale naturale che si trova nelle rocce, nel terreno e nella sabbia. Si trova anche nel calcestruzzo, mattoni, mortai e altri materiali da costruzione. La forma più comune in cui troviamo la silice cristallina è il quarzo, che può essere facilmente inalato. Questa polvere di quarzo si trova specialmente in alcune lavorazioni, per esempio nelle operazioni di muratura quando viene segato il calcestruzzo o i mattoni, e queste particelle di quarzo possono penetrare in profondità nei polmoni. La popolazione generale può inalare la silice cristallina usando prodotti contenenti quarzo come detersivi, cosmetici, argille artistiche e smalti, polvere di talco, ecc La esposizione alla silice cristallina aumenta il rischio di contrarre un cancro del polmone. Gli studi sono stati fatti sui lavoratori delle cave, e lavoratori di fabbriche di ceramica e mattoni refrattari.
  • Minerale fibroso che si trova in natura, appartiene a un gruppo di minerali detti zeoliti. Forma masse fibrose nel cavo delle rocce in formazione. Ha proprietà molto simili a quelle dell’asbesto, per esempio le fibre rappresentano un pericolo solo se vengono alterate e disperse nell’aria. La esposizione professionale in passato era quella degli addetti della estrazione di erionite, ma oggi la erionite non viene più estratta. Le malattie correlate a questa esposizione sono state segnalate soprattutto nella costruzione e mantenimento delle strade, perché si usava ghiaia contenete erionite. Oggi non c’è esposizione professionale, però si può trovare erionite in alcuni prodotti commerciali a base di altri zeoliti, per esempio: lettiera per gatti, condizionatori del suolo, cibo per animali, trattamento delle acque reflue e assorbitori di gas. La esposizione alla erionite aumenta il rischio di cancro del polmone e mesotelioma.
  • Ossido di etilene. A temperatura ambiente è un gas incolore infiammabile di odore dolciastro, è usato soprattutto per produrre altri composti chimici, compreso prodotti antigelo; in piccole quantità è usato come pesticida e agente sterilizzante. La sua capacità di danneggiare il DNA lo rende un efficace agente sterilizzante, ma anche un cancerogeno. La esposizione avviene per inalazione o per ingestione. Dato che è altamente esplosivo e reattivo, viene maneggiato con metodi strettamente chiusi e altamente automatizzati e questo riduce il rischio di esposizione occupazionale. Però ci potrebbe essere una esposizione attraverso emissioni industriali incontrollate. La popolazione generale può essere esposta mediante il fumo di tabacco o attraverso l’uso di prodotti sterilizzati con ossido di etilene, come prodotti medici, cosmetici, e per l’apicoltura.  I tumori più frequentemente associati alla esposizione all’ossido di etilene sono i linfomi e le leucemie.
  • E’ un composto chimico incolore, con odore intenso, infiammabile, prodotto industrialmente e usato in materiali come truciolare, compensato, e altri prodotti con legno compresso. Inoltre è usualmente usato come fungicida, germicida e disinfettante ed è un conservante usato negli obitori e nei laboratori medici. Inoltre si trova naturalmente nell’ambiente, prodotto in seguito al decadimento di materiale vegetale nel terreno e nel corso dei normali processi chimici nella maggioranza degli organismi viventi. Infine è un prodotto del fumo di tabacco. La popolazione è esposta attraverso la inalazione di gas o vapori di formaldeide oppure mediante assorbimento di liquidi contenenti formaldeide attraverso la cute. I lavoratori che producono formaldeide o suoi prodotti, oppure i tecnici di laboratorio o altre professioni sanitarie, possono essere esposti ad un livello superiore rispetto alla popolazione generale. Altre fonti di esposizione sono attraverso la inalazione di aria contaminata da prodotti con legno compresso, fumo di tabacco, tubi di scappamento delle automobili.  Altre fonti ancora possono essere: stufe a gas, stufe a legna e a kerosene. Alti livelli di esposizione alla formaldeide, come nelle lavorazioni industriali o nelle imbalsamazioni, possono provocare leucemie mieloidi e tumori rari come tumori dei seni paranasali, della cavità nasale o del rinofaringe.
  • Composti di cromo esavalente. Il cromo è un elemento metallico inodore e insapore che si trova nella crosta terrestre. Si trova anche nell’aria, acqua, terreno e cibo. I composti di cromo esavalente sono un gruppo di prodotto chimici che hanno della proprietà utili come la resistenza alla corrosione, durabilità e durezza. Sono utilizzati come inibitori della corrosione, nella produzione dei pigmenti, finiture in metallo e cromature, produzione di acciaio inossidabile, e di preservanti del legno. Inoltre processi di tintura dei tessuti, inchiostri da stampa, fanghi di perforazione, fuochi d’artificio, trattamento dell’acqua, sintesi chimica. La esposizione può avvenire per inalazione di polveri, nebbie, o fumi contenenti cromo esavalente, oppure mediante contatto con la cute o gli occhi. Le lavorazioni più a rischio di esposizione sono la galvanica, la saldatura e la pittura cromata. La esposizione è correlata ad un aumentato rischio di cancro del polmone.
  • Emissioni da combustione domestica di carbone. Bruciare il carbone in casa al fine di riscaldarsi o cucinare produce un particolato ed emissione di gas che possono contenere un certo numero di composti pericolosi come il benzene, il monossido di carbonio, la formaldeide e gli idrocarburi aromatici policiclici. In certe parti del mondo, come in Cina, molte persone sono esposte a emissione domestica da combustione del carbone in stufe non ventilate e pozzi per il fuoco. Il cancro del polmone è associato alla emissione domestica da combustione di carbone.
  • Oli minerali non trattati o leggermente trattati. Termine usato per descrivere molti liquidi inodori e incolori che sono un sottoprodotto della distillazione del petrolio per produrre gasolio e altri prodotti derivati dal greggio. Questi oli, che comprendono oli base lubrificanti e prodotti da essi derivati, sono usati in varie attività produttive, estrattive e nelle costruzioni. Possono essere più o meno raffinati: gli oli usati nel campo cosmetico sono altamente raffinati, mentre quelli usati come oli per automobili tendono ad essere non raffinati o solo leggermente trattati. La esposizione occupazionale può avvenire in varie attività industriali: automobili, aeroplani, prodotti in acciaio, trasformatori, tubi, produzione di ottone e alluminio, riparazione di motori, estrazione del rame, stampa di giornali ecc. La popolazione generale può essere esposta agli oli minerali che si trovano in natura o che sono presenti in contaminanti ambientali. La esposizione a questi oli aumenta il rischio di tumori cutanei non melanomi, particolarmente a livello dello scroto.
  • Composti di nickel. Il nichel è un elemento bianco argenteo che si trova nella crosta terrestre, può essere combinato con altri elementi a formare i composti di nichel. E’ molto utilizzato nell’industria, soprattutto per fare leghe metalliche perché conferisce proprietà molto utili come resistenza alla corrosione, resistenza al calore, durezza, e forza. La esposizione occupazionale è comune nei luoghi di lavoro dove il nichel, o i suoi composti, è prodotto o usato: estrazione, fusione, saldatura, macinazione, ed avviene mediante inalazione di particelle di polvere e fumi o attraverso il contatto cutaneo. La popolazione generale è esposta a livelli bassi nell’aria, acqua, cibo e fumo di tabacco. Il nichel e i sui composti entrano nell’atmosfera attraverso processi naturali, come le eruzioni vulcaniche, oppure attraverso le attività industriali. Ci può essere anche una esposizione mediante materiali placcati con nichel, come monete, gioielli, utensili da cucina in acciaio inossidabile. La esposizione ai composti del nichel  è associata ad un rischio aumentato di tumore del polmone e delle cavità nasali.
  • Il radon è un gas radioattivo rilasciato dal normale decadimento degli elementi uranio, torio e radium nelle rocce e del terreno. Il gas invisibile e inodore si insinua attraverso il terreno e diffonde nell’atmosfera. In alcune aree, in base alla geologia locale, il radon si dissolve nelle falde acquifere e può essere rilasciato nell’aria quando vengono usate le acque. Il radon esiste in natura a livelli molto bassi dappertutto, ma può accumularsi in zone senza adeguata ventilazione come nelle miniere. Ognuno di noi respira radono tutti i giorni a livelli molto bassi. Il radon può entrare in casa attraverso fessure nel pavimento, pareti, o fondazioni. Può essere rilasciato dai materiali da costruzione. I livelli di radon possono essere più elevati in case ben isolate, strettamente sigillate e/o costruite su terreni ricchi degli elementi radioattivi uranio, torio e radium. Gli scantinati e i primi piani hanno tipicamente livelli di radon più elevati perché sono più vicini al terreno. I lavoratori che eseguono estrazione di uranio o di fosfati sono potenzialmente esposti al radon ad alta concentrazione. Il radon è stato identificato come un problema di sanità pubblica quando fu notato che i minatori di uranio avevano un alto tasso di mortalità per cancro del polmone. Ci sono sospetti anche di aumentato rischio di leucemia tra gli esposti al radon, ma i dati non sono conclusivi.
  • Fumo passivo (fumo di tabacco nell’ambiente). E’ una combinazione tra il fumo che viene direttamente dalla combustione del tabacco, più il fumo esalato dal fumatore. Nel fumo passivo sono state identificate circa 7000 sostanze chimiche e, di queste, almeno 69 sono cancerogene, come arsenico, benzene, berillio, cromo, formaldeide. La esposizione può avvenire ovunque: in casa, in automobile, nei posti di lavoro, nei luoghi pubblici. Sicuramente il fumo passivo aumenta il rischio di tumore del polmone, anche se ci sono ricerche secondo le quali potrebbe aumentare il rischio anche di altri tumori, ma ancora sono necessario altre ricerche per poterlo affermare con certezza. Non ci sono livelli sicuri di fumo secondario.
  • Fuliggine o particolato carbonioso o nerofumo. E’ un sottoprodotto della combustione incompleta di materiale organico come legno, carburante, plastica, rifiuti domestici. La fine polvere nera o marrone può contenere carcinogeni come arsenico, cadmio e cromo. La esposizione avviene per inalazione, ingestione e assorbimento cutaneo. Sono esposti tutti quelli che fanno un lavoro che prevede combustione di materiale organico: personale delle unità di riscaldamento, personale addetto alle demolizioni, orticultori, ecc. La popolazione generale può essere esposta dai camini, forni, scarichi dei motori, e emissioni particolate da qualsiasi fonte di combustione. La esposizione alla fuliggine fu inizialmente correlata alla insorgenza di cancro cutaneo dello scroto tra gli spazzacamini in Inghilterra nel 1775. In seguito la esposizione è stata associata ad aumentato rischio di tumori del polmone, dell’esofago e della vescica.
  • Forti nebbie di acido inorganico contenenti acido solforico. A temperatura ambiente l’acido solforico è un liquido limpido, incolore, oleoso, corrosivo. Le nebbie si possono produrre durante vari processi produttivi. La esposizione occupazionale avviene per inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo e sono maggiormente esposti coloro che per motivi lavorativi hanno a che fare con fertilizzanti fosfatici, isopropanolo, acido solforico, acido nitrico e batterie al piombo. Ci può essere esposizione nel corso di fusione di rame, decapaggio e altri trattamenti dei metalli con acidi. La esposizione è correlata ad un rischio aumentato di tumori laringei e del polmone.
  • Il torio è un metallo radioattivo che si trova in natura nel terreno, nelle rocce e nell’acqua. Si produce per decadimento dell’uranio. Alcuni minerali sono ricchi di torio: monazite, torite e torianite, e possono essere estratti per ottenere il metallo. Il torio ha proprietà coloranti che lo rendono utile nella ceramica smaltata, è largamente usato nelle lanterne, nelle bacchette per saldatura. Fino agli anni 50 è stato usato come mezzo di contrasto in radiologia (Thorotrast). La esposizione avviene per inalazione, iniezione endovena, ingestione o assorbimento cutaneo. Nonostante che sia molto diffuso nell’ambiente la maggior parte della poplazione oggi non è esposta a livelli pericolosi. Solo la popolazione che vive vicino ad una zona di estrazione del torio o vicino a fabbriche che producono manufatto contenenti torio possono essere esposti soprattutto dalle acque. Coloro che vennero sottoposti a iniezione endovena di Thorotrast avevano un rischio aumentato di tumori del fegato. La inalazione di polvere di torio può causare un rischio aumentato di tumori del polmone o del pancreas. La esposizione al torio può portare anche ad un rischio aumentato di tumori ossei, perché il metallo si può depositare nelle ossa.
  • Cloruro di vinile. E’ un gas incolore facilmente infiammabile; non si trova in natura ma viene prodotto industrialmente per l’uso commerciale. E’ usato soprattutto per produrre il PVC (polivinil cloruro) che è usato per una grande varietà di prodotti come tubi, rivestimento di fili e cavi, materiali da imballaggio. Il cloruro di vinile si produce anche nel fumo di tabacco. La esposizione professionale avviene soprattutto per inalazione nelle fabbriche dove si produce o si usa il cloruro di vinile. La popolazione generale può essere esposta da aria contaminata o dal fumo di tabacco: il più alto livello nell’ambiente è rilevabile nell’aria attorno alle fabbriche di cloruro di vinile. Può contaminare l’acqua. La esposizione al cloruro di vinile è associata ad un rischio aumentato di una rara forma di tumore del fegato, l’angiosarcoma epatico, ma anche di tumori del cervello, del polmone e di linfomi e leucemie.
  • Polvere di legno. La polvere di legno si produce in seguito al taglio o al modellamento del legno: alti livelli di questa polvere si trovano nelle segherie, nelle falegnamerie e nelle industrie di carpenteria. La polvere inalata si deposita nel naso nella gola e altre vie aeree. C’è una associazione molto forte tra la esposizione professionale alle polveri di legno e i tumori dei seni paranasali e della cavità orale.

Infiammazione Cronica

La infiammazione è una normale risposta fisiologica che determina la guarigione dei tessuti danneggiati. Un processo infiammatorio ha inizio quando vengono rilasciate sostanze chimiche dai tessuti danneggiati. Come risposta, i globuli bianchi producono sostanze che causano la divisione e la crescita delle cellule allo scopo di riscostruire i tessuti danneggiati. Appena la ferita è guarita il processo infiammatorio finisce.
Nella infiammazione cronica il processo può iniziare anche in assenza di un danno e non finisce quando dovrebbe. Perché l’infiammazione non abbia termine, non è ancora ben noto. Una infiammazione cronica può essere causata da infezioni che non passano, da abnormi processi di reazione immunitaria, da altri processi come l’obesità. Con il tempo la infiammazione può causare un danno al DNA che può portare al cancro. Per esempio coloro che sono affetti da processi infiammatori cronici intestinali, come la colite ulcerosa o la malattia di Crohn, hanno un maggior rischio di ammalarsi di cancro del colon
Molti studi hanno indagato se l’aspirina o altri antinfiammatori non steroidei possano ridurre il rischio di ammalarsi di cancro, ma una chiara risposta a questo quesito non è ancora disponibile.

Dieta

Sono stati fatti molti studi per verificare la possibilità che alcuni specifici componenti della dieta aumentino o diminuiscano il rischio di cancro.  Alcuni studi su cellule cancerose in laboratorio o studi su modelli animali hanno dimostrato la possibile cancerogenicità di alcune componenti della dieta, oppure la attività anticancro di altri.

Però, con poche eccezioni, gli studi sulla popolazione umana non sono stati in grado di dimostrare che alcuni componenti della dieta siano in grado di causare o di proteggere dal cancro. Talvolta gli studi epidemiologici dimostrano che la popolazione affetta da cancro e quella non affetta differiscono per la assunzione di un particolare componente della dieta, ma questo dimostra solo che quel componente è associato con una modificazione di rischio, non che il componente della dieta è responsabile della modificazione del rischio. Per esempio i partecipanti allo studio possono differire per altre caratteristiche oltre alla dieta, ed è possibile che queste altre caratteristiche siano più importanti. Quando emergono evidenze che un certo componente della dieta è associato ad un ridotto rischio di cancro, è necessario fare uno studio randomizzato tra due popolazioni.

Gli scienziati hanno studiato molti additivi, nutrienti e altri componenti della dieta per la possibile associazione con il rischio cancerogeno. Di seguito un elenco dei più studiati:

  • Anche se il vino rosso è stato sospettato di poter ridurre il rischio, in realtà non c’è nessuna evidenza scientifica di questa associazione. Invece l’alcol è una nota causa di cancro: un consumo consistente e regolare di alcol aumenta il rischio di sviluppare un tumore della cavità orale (eccetto il labbro), dell’orofaringe, della laringe, esofago, fegato, mammella, colon e retto.
  • Sono sostanze chimiche che bloccano l’attività di altre sostanze chimiche, note come radicali liberi, che possono danneggiare le cellule. Studi di laboratorio hanno dimostrato che gli antiossidanti esogeni possono prevenire il danno dei radicali liberi associato con lo sviluppo del cancro, ma le ricerche sull’uomo per ora non sono state in grado di dimostrare in maniera convincente che la assunzione di antiossidanti possa ridurre il rischio di morte da cancro.
  • Dolcificanti artificiali. Sono stati fatti studi sulla sicurezza dei dolcificanti come la saccarina, l’aspartame, il sucralosio, il ciclamato, ecc. Non è stata dimostrata nessuna associazione tra questi dolcificanti artificiali e il rischio di cancro nell’uomo.
  • Sembra che ci sia una relazione tra alti livelli di calcio e un minor rischio di cancro del colon e del retto, ma i risultati di questi studi non sono sempre stati coerenti. Non è chiaro se c’è o non c’è un rapporto tra livelli elevati di calcio e altri tipi di tumori, come quelli della mammelle e dell’ovaio. Altre ricerche suggeriscono che un alto livello di calcio possa aumentare il rischio di cancro della prostata.
  • Carne carbonizzata. Quando la carne viene cotta ad alta temperatura si formano sostanze chimiche, chiamate HCAs e PAHs, che, ad alti livelli di esposizione, sono cancerogene per gli animali, mentre non è chiaro se questa esposizione possa causare il cancro anche nell’uomo.
  • Verdure crocifere. Le verdure crocifere (hanno il fiore a forma di croce) sono i cavoli, cavolfiori, broccoli, verze, ecc. e contengono sostanze chimiche chiamate glucosinolati, che si scompongono in diversi composti che sono stati studiati per i possibili effetti anticancro. Alcune di queste sostanze hanno dimostrato un effetto anticancro in laboratorio sulle cellule cancerose e sugli animali, ma gli studi condotti sugli esseri umani hanno ottenuto risultati meno chiari.
  • Il fluoruro in soluzione acquosa viene utilizzato per la prevenzione e la cura delle lesioni dentarie. Molti studi, sia sugli animali che sull’uomo, non hanno dimostrato nessuna associazione tra questo prodotto e il rischio di ammalarsi di cancro.
  • Alcuni studi hanno suggerito che il consumo di aglio possa ridurre il rischio di sviluppare diversi tipi di cancro, specialmente dell’apparato digerente, però non c’è un’evidenza significativa.
  • Il the contiene polifenoli, particolarmente la catechina, che sono antiossidanti. I risultati degli studi epidemiologici, che studiavano la associazione tra il consumo di the e il rischio di cancro, sono stati inconcludenti. Lo stesso dicasi per alcuni studi clinici, che non hanno dimostrato niente di conclusivo.
  • Vitammina D. La vitamina D aiuta il nostro corpo ad usare il calcio e il fosforo, in modo da avere ossa e denti forti. La vitamina D si ottiene principalmente attraverso la esposizione della cute ai raggi solari, ma si può ottenere anche da alcuni cibi e da integratori alimentari. Alcuni studi epidemiologici sull’uomo hanno suggerito che ad una più elevata assunzione o a più elevati livelli di vitamina D nel sangue corrisponda un ridotto rischio di contrarre un cancro del colon-retto; però i risultati di studi randomizzati sono stati incocludenti.

Ormoni

Gli estrogeni, un gruppo di ormoni sessuali femminili, che hanno un ruolo importante dal punto di vista fisiologico, sono però anche associati ad un aumentato rischio di contrarre certi tipi di tumori. Per esempio la terapia sostitutiva in menopausa fatta con associazione estrogeni e progestinici può aumentare il rischio di cancro della mammella.
E’ dimostrato inoltre che il rischio di cancro della mammella è correlato con la produzione di estrogeni e progesterone da parte delle proprie ovaie, nel senso che il rischio è tanto più elevato quanto più a lungo e quanto più elevata è la produzione degli ormoni femminili. E’ chiaro che avere le prima mestruazioni presto, andare in menopausa tardi, non avere figli, o avere un’età avanzata alla prima gravidanza, sono tutti fattori che espongono più a lungo e a più alti livelli agli ormoni femminili con conseguente rischio aumentato di ammalarsi di cancro della mammella. Invece le gravidanze sono fattori protettivi per il cancro della mammella.
Il dietilstilbestrolo (DES), un estrogeno di sintesi, in passato veniva somministrato alle donne in gravidanze per prevenire aborti spontanei, parti prematuri, e altri problemi in gravidanza. Si è visto che queste donne avevano un rischio aumentato di cancro della mammella e le loro figlie un rischio aumentato di cancro della vagina e della cervice uterina.

Facciamo ora il punto sui rischi della terapia con contraccettivi orali e delle terapia ormonale sostitutiva in menopausa.
– Contraccettivi orali e rischio di cancro. I contraccettivi orali sono di due tipi: i più usati sono una combinazione di ormoni estrogeni e progestinici, che sono una versione di sintesi degli ormoni fisiologicamente presenti nelle donne, l’altro tipo (minipill) contiene solo un progestinico.
Dal momento che gli ormoni femminili naturali hanno dimostrato di poter influenzare lo sviluppo e la crescita di alcuni tumori, ci si è chiesti se c’è una correlazione tra i contraccettivi orali e il rischio di contrarre un tumore maligno. Nel complesso il rischio per i tumori dell’endometrio (corpo dell’utero) e dell’ovaio è diminuito assumendo contraccettivi orali, quindi c’è un’azione protettiva rispetto a questi due tumori, mentre sembra aumentato il rischio di tumori della mammella, della cervice uterina e del fegato.
Particolarmente importante è il dato sui tumori della mammella: un’analisi epidemiologica mettendo insieme i dati di 50 studi da tutto il mondo, nel 1996, ha dimostrato che le donne che assumono contraccettivi orali, o hanno smesso da poco, hanno un rischio leggermente più elevato di cancro della mammella rispetto a quelle che non hanno mai assunto la pillola; dopo 10 anni dall’interruzione della pillola il rischio era uguale rispetto a quelle che non l’avevano mai assunta e i tumori della mammella che si presentavano erano in fase meno avanzata rispetto a quelli delle donne che non avevano mai assunto contraccettivi orali . Un altro studio ha dimostrato un rischio aumentato solo nelle donne che avevano assunto un particolare tipo di pillola (la trifasica).
Il rischio di contrarre tumori della cervice uterina è aumentato in chi ha usato contraccettivi orali per lungo tempo (più di 5 anni).
L’uso di contraccettivi orali è associato ad un rischio aumentato di comparsa di tumori benigni del fegato (adenomi epatocellulari) che raramente degenerano verso forme maligne. Meno chiaro è il rapporto diretto con i carcinomi epatocellulari maligni.
– Terapia ormonale in menopausa e cancro La terapia ormonale prescritta per il controllo dei disturbi delle menopausa (MHT) può essere fatta con soli estrogeni, con estrogeni e progesterone, o con estrogeni più progestinici (progesterone di sintesi). Gli estrogeni soli vengono prescritti solo alle donne che hanno subito una isterectomia (asportazione dell’utero) perché gli estrogeni da soli aumentano il rischio di tumori dell’endometrio (corpo dell’utero), mentre la associazione estrogeni più progestinici non ha questo effetto negativo.
I benefici e i rischi della terapia ormonale sostitutiva in menopausa sono stati ben analizzati da due studi storici del Women’s Health Initiative, che hanno coinvolto 27000 donne e che si sono conclusi nel 2002 e nel 2004:
1. studio estrogeni+ progestinici in donne con utero: confronto tra terapia con estrogeni e progestinici versus assunzione di placebo
2. studio soli estrogeni in donne senza utero (isterectomizzate): confronto tra assunzione di estrogeni versus assunzione di placebo
Quali sono stati i benefici della terapia ormonale?:
– riduzione di 1/3 del rischio di fratture patologiche dell’anca e di fratture vertebrali assumendo la terapia ormonale
– riduzione di 1/3 del rischio di ammalarsi di cancro del colon-retto assumendo la terapia con estrogeni + progestinici, però il beneficio non persiste dopo la cessazione della terapia ormonale
– riduzione del 23% del rischio di contrarre un tumore della mammella nelle donne trattate con soli estrogeni perché isterectomizzate
Quali sono i rischi della terapia ormonale sostitutiva?:
– incontinenza urinaria: la terapia con estrogeni+progestinici aumenta il rischio di incontinenza urinaria
– demenza: l’uso di estrogeni più progestinici raddoppia il rischio di sviluppare demenza sopra i 65 anni
– stroke, trombosi, e episodi cardiaci acuti: aumentato rischio con entrambe le terapie ormonali, ma il rischio rientra nella normalità dopo la cessazione della terapia ormonale
– cancro della mammella: con terapia con estrogeni+progestinici è più elevato il rischio di contrarre un cancro della mammella che si presenta anche in fase più avanzata rispetto alle donne che non assumevano terapia ormonale; inoltre il rischio è maggiore quanto più a lungo si assume la terapia ormonale e diminuisce alla sospensione della terapia ormonale con estrogeni+progestinici.

Immunodepressione

Le persone che hanno avuto un trapianto di organo assumono farmaci immunosoppressivi per evitare il rigetto dell’organo trapiantato. Questi farmaci rendono il sistema immunitario meno in grado di eliminare le cellule neoplastiche e di combattere le infezioni che sono causa di cancro. Inoltre la infezioni da HIV indeboliscono il sistema immunitario e aumentano il rischio di certi tipi di tumori.

I trapiantati d’organo hanno un maggior rischio di ammalarsi di un ampio numero di tumori, alcuni di origine infettiva altri no: i 4 tumori più frequenti in queste persone sono i linfomi non Hodgkin (NHL), che possono essere causati da virus di Epstein-Barr, i tumori del fegato, che possono essere correlati ai virus dell’epatite B e C, i tumori del polmone e del rene, questi ultimi non correlabili a infezioni.

Le persone che hanno contratto l’infezione da HIV hanno un maggior rischio di ammalarsi di tumori correlati a certe infezioni: sarcoma di Kaposi, tumori del fegato correlabili ai virus dell’epatite HBV e HCV, poi i tumori correlabili ai virus papillomavirus umano  cioè tumori della cervice uterina, del canale anale, dell’orofaringe.  In questi pazienti è anche aumentato il rischio di tumori del polmone.

Agenti Infettivi

Alcuni agenti infettivi: virus, batteri e parassiti, possono causare alcuni tipi di tumori oppure possono aumentarne il rischio di insorgenza. Alcuni virus possono disgregare il segnale che normalmente regola la crescita cellulare e la proliferazione sotto controllo; altri virus indeboliscono il sistema immunitario rendendo l’organismo meno in grado di combattere altre infezioni che possono causare tumori; inoltra alcuni agenti infettivi causare infiammazione cronica che può portare al cancro .

Molti di questi virus possono essere trasmessi da una persona all’altra attraverso varie vie. In generale i rischi possono essere ridotti attraverso la vaccinazione, o evitando il sesso non protetto, oppure non condividendo gli aghi.

Virus Epstein-Barr (EBV)          E’ un tipo di Herpes virus che causa la mononucleosi ma anche certi tipi di linfoma e tumori del rinofaringe. L’EBV si trasmette attraverso la saliva, per esempio mediante i baci o condividendo spazzolini da denti o bicchieri. Può trasmettersi anche attraverso i rapporti sessuali, le trasfusioni sanguigne, e i trapianti d’organo. L’infezione dura per tutta la vita; più del90% delle persone nel mondo verranno infettate dal EBV nel corso della loro vita e la maggior parte di esse non avranno sintomi. Non ci sono vaccini e non ci sono trattamenti specifici per controllare l’infezione.

Virus dell’epatite B (HBV) e dell’epatite C (HCV) Le infezioni croniche da HBV e HCV possono essere causa di cancro del fegato. Entrambi i virus possono essere trasmessi attraverso il sangue, per esempio per condivisione di aghi o per trasfusioni di sangue, oppure da madre a figlio al momento della nascita; inoltre il HBV può essere trasmesso per contatto sessuale.

Da molti anni in molti paesi è obbligatoria la vaccinazione contro la infezione da HBV; è fortemente consigliata la vaccinazione anche degli adulti che non sono stati vaccinati. La vaccinazione è particolarmente importante per il personale sanitario e per altre professioni nelle quali sia possibile un contatto con il sangue umano.

E’ raccomandabile inoltre che almeno la popolazione a rischio di contagio da HCV venga testata per verificare se c’è stata questa infezione, non perché esistano vaccini nei riguardi del HCV, ma perché esistono nuove terapie efficaci per le infezioni da HCV, che non sempre sono sintomatiche.

Virus dell’immunodeficienza umana (HIV)  E’ il virus che causa la sindrome da immunodeficienza  acquisita (AIDS), che non causa cancro di per sé, ma la infezione da HIV indebolisce il sistema immunitario e l’organismo diventa meno in grado di controllare altre infezioni che possono causare il cancro. Per questo motivo le persone infettate dall’HIV hanno un maggior rischio di ammalarsi di diversi tipi di tumori: sarcoma di Kaposi, linfomi (sia linfomi non-Hodgkin che Hodgkin), tumori della cervice uterina, canale anale, polmone, fegato e orofaringe. L’HIV può essere trasmesso per via sanguigna e attraverso i contatti sessuali. I comportamenti più a rischio sono i rapporti sessuali non protetti omosessuali o eterosessuali, la condivisone degli aghi per infusione di sostanze tossiche, e i rapporti sessuali eterosessuali non protetti con multipli partner.

Tra la infezione da HIV e la comparsa di sintomi possono passare anni, pertanto è importante, se si ritiene di essere a rischio di essere stati infettati, sottoporsi ad un test per verificare se c’è stata infezione, perché oggi sono disponibili farmaci efficaci e per evitare di infettare altre persone.

-Papilloma virus umano (HPV)  L’infezione da virus HPV è causa di quasi tutti i tumori della cervice uterina. I virus HPV possono causare anche la maggior parte dei tumori del canale anale e molti dei tumori orofaringei, vaginali, vulvari e penieni. Sono stati approntati vaccini che possono prevenire le infezioni dai tipi di HPV che possono causare tumori correlati a infezione da HPV. Sono state già organizzate campagne vaccinali nelle ragazze adolescenti, ma la popolazione da vaccinare andrà estesa anche al sesso maschile.

HTLV-1 (virus della leucemie/linfoma a cellule T dell’uomo) Sono virus che possono causare un tipo di linfoma non-Hodgkin aggressivo chiamato leucemia/linfoma a cellule T dell’adulto. La trasmissione avviene attraverso il sangue, i rapporti sessuali, e dalla madre al figlio in grembo o attraverso l’allattamento. L’infezione da questi virus è più frequente in Giappone, Africa, Caraibi e Sud America. La maggior parte degli infetti non ha sintomi e non sviluppa malattia. Una buona pratica di prevenzione è lo screening del sangue per accertarsi che non sia infetto da HTLV-1.

KSHV (herpes virus associato al sarcoma di Kaposi) E’ noto anche come Herpes Virus umano 8 (HHV-8) e può causare il Sarcoma di Kaposi. Si trasmette attraverso la saliva, ma anche attraverso i trapianti di organo o di midollo osseo e le trasfusioni di sangue. L’infezione da KSHV è generalmente limitata a certe popolazioni e la via principale di contagio varia a seconda delle popolazioni. Le zone dove l’infezione è più diffusa sono l’Africa sub-sahariana e certe zone dell’America centro-meridionale (in queste zone si trasmette soprattutto attraverso la saliva tra i membri della stessa famiglia); è diffusa a un livello intermedio nelle zone mediterranee, ed infine rara nell’America e nell’Europa del Nord, dove la trasmissione più frequente è per contatti omosessuali tra uomo e uomo.

La maggior parte delle persone infettate non sviluppa cancro e non ha sintomi, ma coloro che hanno anche una infezione da HIV o sono immunodepressi per altri motivi sono più soggetti a sviluppare malattie correlate al KSHV. Non ci sono vaccini e non c’è terapia per l’infezione.

  • Poliomavirus a cellule di Merkel (MCPyV). Il virus MCPyV può causare il carcinoma a cellule di Merkel, un raro tipo di tumore della cute. La trasmissione del virus può essere diretta (tra cute e cute) o indiretta (toccando una superficie già toccata de una persona infetta) soprattutto nell’infanzia. Il rischio di sviluppare una carcinoma a cellule di Merkel è maggiore in età avanzata oppure tra giovani adulti infettati da HIV o immunodepressi per altri motivi. La infezione non causa sintomi e non ci sono terapie per debellare l’infezione.
  • Helicobacter pylori (H. pylori) E’ un tipo di batterio che può causare un tumore gastrico non cardiale e un tipo di linfoma che ha origine nel rivestimento dello stomaco, il linfoma gastrico chiamato MALT. Può causare anche l’ulcera gastrica. Il batterio si trasmette attraverso il cibo o l’acqua contaminata o attraverso il contatto bocca-bocca. Si calcola che 2/3 della popolazione mondiale sia portatore di H. pylori, con percentuali di infezione più elevati nei paesi in via di sviluppo. La infezione generalmente viene contratta nell’infanzia. E’ altamente consigliato consultare un medico se si hanno problemi di stomaco perché l’H. pylori è facilmente individuato e l’infezione si può eradicata con opportuni antibiotici.
  • Opisthorchis viverrini. E’ un parassita che si trova prevalentemente nel Sud-Est asiatico e si può trasmettere attraverso il pesce d’acqua dolce crudo o poco cotto che può contenere le larve. Può causare il colangiocarcinoma (tumore delle vie biliari nel fegato). L’infezione può essere trattata con antiparassitari.
  • Schistosoma hematobium. Parassita che vive in certi tipi di lumache d’acqua dolce che si trovano in Africa e nel Medio Oriente e può causare il cancro della vescica. L’infezione può avvenire attraverso le larve che nuotano in acqua contaminata e possono entrare a contatto con la pelle. L’infezione può essere trattata con antiparassitari.

Obesità

Le persone obese hanno un rischio più elevato di contrarre diversi tipi di cancro: tumore della mammella (dopo la menopausa), del colon, del retto, dell’endometrio, esofago, rene, pancreas e cistifellea.

Per contro, seguire una dieta sana, essere fisicamente attivi e mantenere un peso ottimale aiuta a ridurre il rischio di contrarre alcuni tipi di tumori. I sani stili di vita sono anche molto importanti per diminuire il rischio di altre malattie, come le malattie cardiache, il diabete di tipo II e l’ipertensione.

 

Per misurare l’obesità si utilizzano comunemente delle scale come quella dell’indice di massa corporea (BMI= body mass index) che si calcola dividendo il peso in Kg per l’altezza in metri, al quadrato.

BMI in kg/m2Categoria
Sotto 18,5sotto peso
Tra 18,5 e 24,9normale
Tra 25 e 29,9sovrappeso
Tra 30 e 39,9obeso
40 o sopragravemente obeso

Altre misurazioni che studiano la distribuzione del grasso sono spesso utilizzate in associazione al BMI come indicatori di obesità e di rischio di ammalarsi, per esempio la circonferenza a livello vita o il rapporto vita/anche (la circonferenza a livello vita divisa per la circonferenza a livello delle anche)

 

Per i bambini e gli adolescenti si adoperano altri criteri, tra i quali:

 

BMI per età e sesso superiore all’85°
percentile ma inferiore al 95°
sovrappeso
BMI per età e sesso superiore
al 95° percentile
obeso

 

L’obesità è un problema ingravescente: negli USA la percentuale degli adulti sovrappeso o obesi nel 2011-2014 è del 70%, tra i quali più di 1/3 (36,5%) sono obesi; tra i bambini e gli  adolescenti sono sovrappeso o obesi il 9% tra i 2 e 5 anni, 17% tra 6 e 11 anni, 20% tra 12 e 19 anni. Globalmente il 17% della popolazione tra 2 e 19 anni è costituita da obesi.

 

Molti studi osservazionali hanno messo in evidenza la correlazione tra obesità e rischio di cancro, per molti tipi di tumori.

  • Cancro dell’endometrio (rivestimento interno del corpo dell’utero). Le donne che sono obese o sovrappeso hanno da 2 a circa 4 volte maggior rischio di ammalarsi di cancro dell’endometrio, e le donne estremamente obese hanno un rischio circa 7 volte più elevato di ammalarsi del più frequente dei due tipi di cancro dell’endometrio. I rischio di cancro dell’endometrio aumenta di pari passo all’aumento di peso in età adulta, specialmente tra le donne che non hanno mai fatto terapia ormonale in menopausa.
  • Adenocarcinoma esofageo. Le persone che sovrappeso o obese hanno il doppio del rischio, rispetto alle persone con peso normale, di sviluppare un adenocarcinoma dell’esofago (uno dei tipi di tumore dell’esofago).
  • Cancro gastrico del cardias. Le persone obese o sovrappeso hanno circa il doppio del rischio, rispetto ai normopeso, di sviluppare un cancro della parte superiore dello stomaco, la regione del cardias, che è in diretta continuità dell’esofago.
  • Cancro del fegato. Le persone obese o sovrappeso hanno più del doppio del rischio di sviluppare un cancro del fegato, rispetto ai normopeso. Questa associazione è più forte negli uomini che nelle donne.
  • Cancro del rene. Le persone obese o sovrappeso hanno un rischio circa doppio di sviluppare un tumore a cellule chiare del rene. Questa associazione con l’obesità è indipendente rispetto alla associazione con la ipertensione arteriosa, noto fattore di rischio per i tumori renali.
  • Mieloma multiplo. In confronto alle persone che hanno un peso normale, le persone obese o sovrappeso hanno un modesto incremento di rischio (10%- 20%) di sviluppare un mieloma multiplo.
  • Il rischio di sviluppare uno di questi tumori a lenta crescita che originano dalla membrana di rivestimento del cervello e del midollo spinale è aumentato del 50% negli obesi e del 20% nei sovrappeso.
  • Cancro del pancreas. Il rischio di sviluppare un cancro del pancreas è aumentato di 1,5 volte rispetto ai normopeso.
  • Cancro colo-rettale. Le persone obese o sovrappeso hanno un rischio lievemente superiore (circa 30%) rispetto ai normopeso di sviluppare un tumore del colon o del retto.
  • Cancro della cistifellea. Rispetto alle persone normopeso, le persone sovrappeso hanno un lieve aumento del rischio (circa 20%) di tumore della colecisti, le persone obese hanno invece un aumento del 60% del rischio (più nelle donne che negli uomini).
  • Cancro della mammella. Molti studi hanno dimostrato nelle donne in post-menupausa che un incremento dell’indice di massa corporea (BMI) è associato con un modesto incremento di rischio di cancro della mammella. Per esempio un incremento di 5 unità del BMI equivale a un 12% di aumento del rischio. Tra le donne in post-menupausa obese hanno un rischio aumentato del 20-40% di sviluppare un cancro della mammella rispetto alle normopeso. Il rischio maggiore è nelle donne che non sono state sottoposte a terapia ormonale in menopausa e per i tumori che esprimono recettori per gli ormoni. L’obesità è un fattore di rischio anche per il cancro della mammella maschile. Invece nelle donne in pre-menopausa il sovrappeso e l’obesità si sono rivelati fattori protettivi per la insorgenza di tumori della mammella che esprimono recettori ormonali (rischio ridotto del 20%)
  • Cancro dell’ovaio. Un più elevato BMI è associato ad un modesto aumento del rischio di tumore dell’ovaio soprattutto nelle donne che non hanno mai fatto terapia ormonale in menopausa. Per esempio un incremento di 5 unità del BMI è associato ad un aumento del rischio del 10% tre le donne che non sono state sottoposte a terapia ormonale in menopaisa.
  • Cancro della tiroide. Un più elevato BMI (ogni 5 unità di incremento) è associato ad un leggero aumento del rischio (10%) di cancro della tiroide.

 

Quali sono i meccanismi con i quali la obesità può aumentare il rischio di alcuni tumori?

  • gli obesi spesso hanno fenomeni infiammatori cronici che possono causare danni del DNA che possono essere causa di cancro. Esempi: infiammazione cronica locale determinata da reflusso gastroesofageo o da esofago di Barrett possono causare un adenocarcinoma dell’esofago; una storia di calcolosi della colecisti, associata ad obesità, può portare ad una colecistite cronica che è un fattore di rischio per il cancro della colecisti; ecc.
  • il tessuto adiposo produce importanti quantità di estrogeni, e alti livello di questi ormoni sono associati a rischio aumentato di tumori della mammella, dell’ovaio e di altri tumori.
  • Le persone obese spesso hanno alti livelli di insulina e di insulin-like growth factor-1 (IGF-1) che possono favorire lo sviluppo di tumori del colon, del rene, della prostata e dell’endometrio.
  • Le cellule adipose producono adipochine, che sono ormoni che possono stimolare o inibire le crescita cellulare. Per esempio la leptina, un’adipochina che sembra promuovere la crescita cellulare, si trova a livelli elevati nel sangue degli obesi.
  • Le cellule adipose hanno anche un effetto diretto e indiretto su e altri regolatori cellulari, come il mTOR e la protein chinasi attivata da AMP

Radiazioni Ionizzanti

Le radiazioni ionizzanti hanno energia sufficiente per poter danneggiare il DNA ed essere quindi una possibile causa di cancro, tra queste il radon, i raggi X, i raggi gamma e altre forme di radiazioni di elevata energia. Invece le radiazioni di bassa energia, come la luce visibile e l’energia proveniente dai telefoni cellulari e i campi elettromagnetici, non sono in grado di danneggiare il DNA e pertanto non hanno dimostrato di poter essere causa di cancro.
– Radon. E’ un gas radioattivo che viene dal decadimento radioattivo dell’uranio e del torio e si trova nelle rocce e nel suolo. Le persone esposte hanno un rischio aumentato di tumore del polmone
– Raggi X e altre fonti di radiazioni. Le radiazioni di alta energia, come raggi X, raggi gamma, particelle alfa, particelle beta e neutroni possono danneggiare il DNA e causare il cancro. Queste forme di radiazioni possono essere rilasciate nel corso di incidenti delle centrali nucleari oppure in occasioni di esplosioni nucleari. Diverse procedure mediche come esame Rx del torace, tomografie computerizzate (TAC), tomografia ad emissione di positroni (PET) e la radioterapia possono quindi causare danni che possono provocare tumori; però il rischio è molto basso e i benefici sono molto più elevati dei rischi. E’ importante essere ben informati sui benefici e sui rischi prima di essere sottoposti a procedure che prevedano l’uso di radiazioni ionizzanti.

Raggi Solari

Il sole, le lampade solari e le cabine abbronzanti emettono radiazioni ultraviolette, che provocano precoce invecchiamento della pelle e danni cutanei che possono portare a tumori della pelle.

Tutte le persone, di ogni età e di ogni tipo di pelle, dovrebbero limitare il tempo di esposizione al sole, specialmente tra il mezzogiorno e il pomeriggio, ed evitare altre fonti di raggi ultravioletti (UV), come i lettini abbronzanti. Anche se i tumori della pelle sono più frequenti tra le persone con un colorito cutaneo chiaro, tutti possono essere colpiti da tumori cutanei.

 

Suggerimenti da seguire per proteggere la pelle dai raggi solari:

  • Indossare un cappello con una larga tesa tutta intorno per fare ombra a livello del volto del collo e delle orecchie
  • Indossare occhiali da sole che blocchino le radiazioni UV per proteggere la cute intorno agli occhi.
  • Indossare maniche lunghe e pantaloni lunghi. Alcuni tessuti sono classificati con un fattore di protezione dai raggi ultravioletti (UPF).
  • Usare prodotti per la produzione solare con un fattore di protezione solare (SPF) di almeno 15 (alcuni suggeriscono almeno 30). Viene consigliato di applicare il prodotto sulla cute scoperta 30 minuti prima di esporsi e di applicare di nuovo ogni 2 ore e dopo un bagno

Tenete ben presente che i raggi solari:

  • sono più forti tra le ore 10 e le 16
  • possono attraversare indumenti leggeri, parabrezza, finestre e nuvole
  • sono riflessi da sabbia, acqua, neve, ghiaccio e pavimento

Tabacco

FUMO
(fonti: Ministero della Salute; National Cancer Institute, USA, 2017)

E’ noto a tutti che l’abitudine al fumo provoca gravi danni alla salute, ma ciononostante sono ancora moltissime le persone che fumano. Probabilmente le cause di questo fenomeno vanno ricercate anche in motivazioni di tipo psicologico e sociale: si inizia a fumare per emulazione nel gruppo di appartenenza, per affermare indipendenza, raggiungimento dell’età adulta o di una condizione sociale ritenuta più elevata, ecc. Bisogna pertanto insistere con le campagne antifumo scoraggiando soprattutto i giovani dall’iniziare l’abitudine al fumo, e far sì che il fumo sia percepito come qualcosa di “fuori moda” e socialmente disapprovato, e bisogna insistere molto sulla conoscenza dei danni alla salute provocati dal fumo.

Danni del fumo
L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) considera il fumo come uno dei più gravi problemi di salute pubblica nel mondo. Si calcola che 20 sigarette al giorno riducano di circa 4,6 anni la vita media di un giovane che inizia a fumare a 25 anni; e si stima che di 1000 maschi adulti che fumano, 250 (cioè 1 su 4) saranno uccisi per patologie correlate al fumo. Il rischio di avere danni più o meno gravi è correlato ai seguenti fattori: età di inizio, numero di sigarette, numero di anni di fumo, inalazione più o meno profonda del fumo.

Nel fumo di tabacco sono riconoscibili più di 7000 sostanze chimiche, di queste 250 sono riconosciute come dannose per la salute (come l’ossido di carbonio, l’acido cianidrico e l’ammoniaca), e, di queste, almeno 69 sono cancerogene. Tra queste: acetaldeide, amine aromatiche, arsenico, benzene, benzopirene, berillio, butadiene, cromo, cumene, ossido di etilene, formaldeide, nickel, polonio210, idrocarburi aromatici policiclici, nitrosamine specifiche del tabacco, cloruro di vinile.

Il fumo inoltre genera dipendenza fisica perché la nicotina, presente nelle piante del tabacco, ha un’azione farmacologica che crea dipendenza, in maniera del tutto simile alla dipendenza provocata da sostanze come l’eroina e la cocaina.

In Italia si stima che il fumo sia responsabile del 91% di tutte le morti per cancro del polmone negli uomini e del 55% nelle donne, per un totale di circa 30.000 morti all’anno.

Il tabacco causa molti tipo di cancro tra i quali: polmone, laringe, cavità orale, esofago, vescica, rene, fegato, stomaco, pancreas, colon-retto, cervice uterina, leucemia mieloide acuta.

Il fumo non è responsabile solo dell’ insorgenza di neoplasie maligne, ma anche di altre malattie croniche broncopolmonari e di malattie cardiovascolari: bronchite cronica ed enfisema (l’80-85% sono dovute al fumo), aumentata incidenza e gravità di episodi asmatici ed infezioni polmonari, infarto e malattie coronariche (il fumo è associato al 30% delle morti causate da queste malattie), stroke (colpo apoplettico), aneurisma aortico, riduzione della potenza sessuale nell’uomo.  Altri danni che il fumo può provocare o rendere più probabili sono: invecchiamento della pelle, diabete, osteoporosi, artrite reumatoide, degenerazione maculare correlata all’età, cataratta.

E’ stata osservata una relazione tra fumo e rischio di declino mentale e sono ben documentati i danni sulla donna in gravidanza: riduce la possibilità di rimanere incinta, aumenta il rischio di aborti, di parti prematuri e di avere neonati sottopeso.

Fumo passivo

Il fumo cosiddetto passivo è una combinazione del fumo derivante direttamente dalla combustione del tabacco e del fumo esalato dai fumatori. E’ stato classificato come cancerogeno perché è stato riconosciuto che può causare tumori del polmone nei non fumatori che vivono insieme a fumatori.  In USA si calcola che muoiano 7300 persone all’anno per cancro del polmone dovuto al fumo passivo; in Italia si calcola che ci sia il rischio di 1 morto per tumore del polmone ogni 1000 persone esposte a fumo passivo (stima nettamente inferiore ai 380 morti ogni 1000 fumatori, ma poco accettabile trattandosi di non fumatori).

La esposizione al fumo passivo può aumentare il rischio di malattie cardiache e di stroke in percentuali del 20-30%, soprattutto a causa della nicotina e del monossido di carbonio. Il fumo passivo in gravidanza può provocare una riduzione di peso del feto. Nei bambini il fumo passivo può aumentare il rischio di  sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS), otiti, polmoniti, bronchiti, può peggiorare la sintomatologia asmatica, può portare a minor sviluppo dei polmoni e a gravi danni respiratori.

Effetti dello smettere di fumare:

ritorno alla normalità del ritmo cardiaco e della pressione che erano alterati quando si fumava
nel giro di poche ore cominciano a ridursi i livelli di monossido di carbonio nel sangue con miglioramento nella ossigenazione di tutti gli organi
nel giro di poche settimane miglioramento circolatorio e cessazione della tosse
nel giro di alcuni mesi miglioramento sostanziale della funzionalità respiratoria
nel giro di qualche anno riduzione del rischio di ammalarsi di cancro e malattie cardiovascolari
chi smette di fumare avrà un miglioramento dell’odorato e del gusto

Chi ha smesso di fumare avrà presto un aspetto migliore perché il viso appare più disteso, gli occhi più limpidi, l’alito più fresco, i capelli non impregnati di fumo e il colorito più roseo

I benefici a lungo termine consistono nella riduzione del rischio di ammalarsi di cancro o di malattie cardiovascolari. Un fumatore che smette di fumare prima dei 40 anni riduce del 90% il proprio rischio di morire prematuramente, quello che smette tra i 45 e i 54 anni riduce il proprio rischio di morte prematura di circa due terzi.

A qualsiasi età si smette di fumare si hanno dei benefici in termini di aspettativa di vita: chi smette tra i 25 e i 34 anni ha un beneficio di circa 10 anni di vita, chi smette tra i 35 e i 44 ha un beneficio di circa 9 anni, chi smette tra i 45 e i 54 anni ha un beneficio di circa 6 anni, chi smette tra i 55 e i 64 anni ha un beneficio di circa 4 anni.

Smettere di fumare riduce il rischio di ammalarsi di cancro, tanto più quanto più precocemente si smette.

Perché è così difficile smettere di fumare?  Ci sono motivi psicologici, ma c’è soprattutto la dipendenza fisica. Se uno vuole smettere di fumare è bene che sappia che già dopo una settimana si attenuano i sintomi da astinenza, che scompaiono gradualmente, e, d’altra parte,  far conoscere i benefici anche immediati della astinenza dal fumo. Per questo sono importanti i centri antifumo che, oltre ad una completa informazione di tipo sanitario,  possono affrontare i motivi psicologici che rendono difficile la scelta di smettere e possono aiutare ad affrontare i sintomi da astinenza, dando i consigli giusti.